L’afasia è un disturbo acquisito del linguaggio che interessa uno o più processi coinvolti nella comprensione e/o nella produzione linguistica. È conseguente a una lesione cerebrale focale che coinvolge aree corticali o sottocorticali specificamente deputate all’elaborazione delle funzioni linguistiche.
Si tratta di un disturbo di tipo centrale, non spiegabile da deficit sensoriali, motori o cognitivi generali. In particolare, l’afasia non è attribuibile a condizioni periferiche come sordità, disartria, anartria, disfonia o balbuzie, né a disturbi primari del pensiero.
Afasia come disturbo centrale del linguaggio
Il deficit afasico riguarda l’organizzazione simbolica del linguaggio e le sue componenti fonologiche, lessicali, morfosintattiche e semantiche. La compromissione può coinvolgere il linguaggio orale, quello scritto o entrambi, con quadri clinici estremamente eterogenei in base alla sede e all’estensione della lesione cerebrale.
Classificazione dell’afasia
La classificazione clinico-neuropsicologica contemporanea distingue due grandi gruppi di afasie:
- afasie fluenti, associate prevalentemente a lesioni posteriori dell’emisfero sinistro;
- afasie non fluenti, legate soprattutto a lesioni anteriori dello stesso emisfero.
Questa distinzione si basa principalmente sulle caratteristiche dell’eloquio spontaneo, sulla comprensione e sulla capacità di ripetizione.
Le afasie fluenti
Le afasie fluenti sono caratterizzate da una produzione verbale abbondante, con ritmo e articolazione relativamente conservati, ma spesso povera di contenuto informativo. La comprensione risulta in genere compromessa, talvolta in modo severo.
Rientrano in questo gruppo:
Afasia di Wernicke
Descritta da Carl Wernicke nel XIX secolo, è legata a lesioni della porzione posteriore del lobo temporale sinistro, in particolare della prima circonvoluzione temporale. Il quadro clinico comprende un marcato deficit di comprensione del linguaggio orale e scritto, difficoltà nella ripetizione e problemi di denominazione. L’eloquio appare fluente ma spesso incoerente, con frequenti parafasie.
Afasia amnesica (o anomica)
È associata a lesioni delle regioni temporo-parietali sinistre che generalmente risparmiano le aree primarie della comprensione. In questa forma, la comprensione e la produzione scritta risultano relativamente conservate, mentre il linguaggio orale è caratterizzato da difficoltà nel recupero delle parole, soprattutto dei nomi.
Afasia di conduzione
Deriva da lesioni del fascicolo arcuato sinistro, la via di connessione tra le aree di comprensione e produzione del linguaggio. Il sintomo principale è la compromissione della ripetizione. La comprensione è abbastanza preservata e la denominazione possibile, sebbene spesso accompagnata da errori fonologici.
Afasia transcorticale sensoriale
È causata da lesioni nelle aree di confine tra i lobi temporale, parietale e occipitale. Si manifesta con gravi difficoltà di comprensione uditivo-verbale e di lettura, mentre risultano sorprendentemente conservate la ripetizione e le competenze fonologiche e morfosintattiche.
Le afasie non fluenti
Le afasie non fluenti sono contraddistinte da una produzione verbale ridotta, faticosa e poco spontanea. La comprensione, soprattutto per frasi semplici, può essere relativamente preservata.
Comprendono:
Afasia di Broca
Identificata da Paul Broca attraverso lo studio del celebre paziente “Tan”, è dovuta a lesioni della porzione inferiore del lobo frontale sinistro. Il linguaggio appare telegrafico, agrammatico e povero di elementi funzionali. La comprensione è generalmente migliore rispetto alla produzione, anche se può risultare parzialmente compromessa nei casi più gravi.
Afasia globale
È la forma più severa e deriva da lesioni estese che coinvolgono l’intero territorio irrorato dall’arteria cerebrale media sinistra. Il linguaggio è ridotto a poche espressioni stereotipate; risultano gravemente compromesse comprensione, produzione, ripetizione, lettura e scrittura. In alcuni casi persiste una minima comprensione di parole scritte ad alta frequenza.
Afasia transcorticale motoria
È associata a lesioni delle aree premotorie e prefrontali. Si osserva una marcata riduzione dell’iniziativa verbale spontanea, sia orale sia scritta, a fronte di una discreta conservazione delle capacità di ripetizione, denominazione, lettura ad alta voce e scrittura sotto dettatura.
Afasia transcorticale mista
Conseguente a lesioni cortico-sottocorticali fronto-temporo-parietali dell’emisfero sinistro, si caratterizza per una compromissione significativa della comprensione e della produzione, con relativo risparmio della ripetizione. Questo quadro è noto anche come sindrome da isolamento delle aree del linguaggio.
L’afasia crociata
Accanto alle forme più comuni, esiste una tipologia rara definita afasia crociata, che si verifica in soggetti destrimani a seguito di lesioni dell’emisfero destro.
Questa condizione è poco frequente poiché, nella maggioranza delle persone destrimane, il linguaggio è lateralizzato nell’emisfero sinistro. Nei rari casi di lateralizzazione destra, una lesione emisferica destra può determinare un quadro afasico del tutto sovrapponibile, per tipologia e gravità, alle afasie conseguenti a lesioni sinistre.
Domande frequenti sull’afasia
1) Che cos’è l’afasia?
L’afasia è un disturbo del linguaggio causato da un danno cerebrale che può compromettere la capacità di parlare, comprendere, leggere e scrivere. Non riguarda l’intelligenza della persona, ma la possibilità di usare e comprendere il linguaggio in modo efficace.
2) Quali sono i sintomi dell’afasia?
I sintomi dell’afasia possono includere difficoltà a trovare le parole, parlare lentamente, costruire frasi incomplete, usare parole sbagliate, non comprendere bene ciò che viene detto, avere problemi nella lettura e nella scrittura. L’intensità dei sintomi può variare molto da caso a caso.
3) L’afasia è la stessa cosa della disartria?
No, l’afasia non è la stessa cosa della disartria. L’afasia riguarda il linguaggio, cioè la capacità di comprendere e formulare parole e frasi. La disartria, invece, riguarda soprattutto l’articolazione motoria della parola e il modo in cui i suoni vengono prodotti.
4) Da cosa è causata l’afasia?
L’afasia è causata da un danno alle aree cerebrali coinvolte nel linguaggio. La causa più comune è l’ictus, ma può comparire anche dopo trauma cranico, tumore cerebrale, infezioni del sistema nervoso o alcune malattie neurologiche degenerative.
5) L’afasia viene sempre dopo un ictus?
No, l’ictus è la causa più frequente, ma non l’unica. L’afasia può comparire anche in seguito a trauma cranico, tumore, infezione cerebrale o condizioni neurologiche che colpiscono progressivamente il linguaggio.
6) L’afasia fa perdere la memoria o l’intelligenza?
L’afasia non equivale a una perdita dell’intelligenza. La persona può sapere cosa vuole dire ma non riuscire a trovare le parole o a comprendere pienamente il linguaggio. In alcuni casi possono coesistere altre difficoltà cognitive, ma l’afasia riguarda in primo luogo la funzione linguistica.
7) Quali tipi di afasia esistono?
Esistono diverse forme di afasia. In modo generale si distinguono afasie fluenti e non fluenti, oltre a forme più gravi che coinvolgono in modo esteso comprensione ed espressione. I quadri clinici possono differire per tipo di linguaggio compromesso, gravità e localizzazione del danno cerebrale.
8) L’afasia può influenzare anche la scrittura e la lettura?
Sì, l’afasia può compromettere non solo il linguaggio parlato, ma anche la capacità di leggere, scrivere, comprendere testi e usare correttamente le parole nella comunicazione quotidiana.
9) L’afasia si può curare?
L’afasia può migliorare con un trattamento adeguato, soprattutto se la presa in carico è precoce e specialistica. Il recupero dipende da molti fattori, tra cui causa, gravità del danno, età, tempo trascorso dall’esordio e intensità della riabilitazione.
10) Come si cura l’afasia?
Il trattamento dell’afasia si basa soprattutto sulla riabilitazione logopedica, che aiuta la persona a recuperare o compensare le difficoltà linguistiche. In alcuni casi sono utili anche strategie di comunicazione aumentativa, supporto familiare e interventi riabilitativi integrati.
11) Chi fa la diagnosi di afasia?
La diagnosi di afasia richiede una valutazione specialistica, spesso neurologica e logopedica. Il percorso può includere colloquio clinico, osservazione del linguaggio, test specifici e approfondimenti medici per identificare la causa del danno cerebrale.
12) L’afasia può migliorare nel tempo?
Sì, in molti casi l’afasia può migliorare nel tempo, soprattutto con interventi riabilitativi adeguati. Il decorso, però, non è uguale per tutti: alcune persone recuperano molto, altre mantengono difficoltà residue più o meno marcate.
13) Come parlare con una persona con afasia?
È utile parlare lentamente, usare frasi semplici, lasciare tempo per rispondere, non completare subito le frasi al posto della persona e utilizzare anche supporti visivi o gestuali. Un atteggiamento paziente e rispettoso può facilitare molto la comunicazione.
14) L’afasia può avere conseguenze psicologiche?
Sì, l’afasia può avere un forte impatto emotivo e relazionale. Frustrazione, isolamento, tristezza, senso di incomprensione e calo dell’autostima sono frequenti, soprattutto quando la persona fatica a comunicare i propri bisogni e pensieri.
15) Quando è utile un supporto psicologico nell’afasia?
Un supporto psicologico può essere utile quando l’afasia genera sofferenza emotiva, difficoltà di adattamento, ritiro sociale o tensioni familiari. Il sostegno può aiutare sia la persona con afasia sia i familiari ad affrontare meglio l’impatto del disturbo sulla vita quotidiana.
