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La disforia di genere

Disforia di genere: significato clinico, diagnosi e criteri DSM-5

La disforia di genere è una condizione clinica descritta nel DSM-5 che riguarda la sofferenza psicologica associata a una persistente incongruenza tra il genere assegnato alla nascita e il genere vissuto o espresso dalla persona.
Non si tratta di una diagnosi sull’identità di genere, bensì di una valutazione clinica centrata sul disagio e sull’impatto funzionale che tale incongruenza può determinare.

Il cambiamento terminologico introdotto dal DSM-5 rispetto al DSM-IV-TR rappresenta un passaggio concettuale rilevante: l’attenzione viene spostata dalla presunta “alterazione identitaria” alla dimensione soggettiva della sofferenza, riducendo il rischio di patologizzazione dell’identità.

Cosa si intende per disforia di genere

Con il termine disforia di genere si fa riferimento a un insieme di vissuti emotivi, cognitivi e comportamentali caratterizzati da disagio persistente, che può emergere quando la persona percepisce una distanza significativa tra il proprio vissuto di genere e il sesso assegnato alla nascita.

È fondamentale sottolineare che:

  • l’incongruenza di genere non implica automaticamente la presenza di disforia;
  • la diagnosi richiede sofferenza clinicamente significativa o compromissione del funzionamento;
  • il concetto di genere viene preferito a quello di sesso, soprattutto nei casi di disturbi dello sviluppo sessuale.

Criteri diagnostici DSM-5

Disforia di genere nei bambini

Codice diagnostico: 302.6 (F64.2)

A. Marcata incongruenza tra il genere vissuto o espresso e il genere assegnato, della durata di almeno 6 mesi, manifestata da almeno sei dei seguenti criteri (di cui il criterio 1 è obbligatorio):

  1. Forte desiderio di essere dell’altro genere o insistenza nel dichiarare di essere dell’altro genere (o di appartenere a un genere alternativo diverso da quello assegnato).
  2. Nei maschi (genere assegnato), forte preferenza per il travestimento o per abiti tipicamente femminili; nelle femmine (genere assegnato), forte preferenza per abiti tipicamente maschili e forte resistenza a indossare abiti femminili.
  3. Forte preferenza per ruoli dell’altro genere nel gioco di fantasia o simbolico.
  4. Forte preferenza per giocattoli, giochi o attività stereotipicamente associati all’altro genere.
  5. Forte preferenza per compagni di gioco dell’altro genere.
  6. Nei maschi (genere assegnato), forte rifiuto di giochi e attività tipicamente maschili e marcata evitazione del gioco fisico competitivo; nelle femmine (genere assegnato), forte rifiuto di giochi e attività tipicamente femminili.
  7. Forte avversione verso la propria anatomia sessuale.
  8. Forte desiderio di possedere le caratteristiche sessuali primarie e/o secondarie corrispondenti al genere vissuto.

B. La condizione è associata a disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, scolastico o in altre aree importanti.

Specificare se:

  • Con disturbo dello sviluppo sessuale.

Disforia di genere negli adolescenti e negli adulti

Codice diagnostico: 302.85 (F64.1)

A. Marcata incongruenza tra il genere vissuto o espresso e il genere assegnato, della durata di almeno 6 mesi, manifestata da almeno due dei seguenti criteri:

  1. Marcata incongruenza tra il genere vissuto o espresso e le caratteristiche sessuali primarie e/o secondarie (o, nei giovani adolescenti, le caratteristiche sessuali secondarie anticipate).
  2. Forte desiderio di liberarsi delle proprie caratteristiche sessuali primarie e/o secondarie a causa della marcata incongruenza con il genere vissuto o espresso (o, nei giovani adolescenti, desiderio di impedire lo sviluppo delle caratteristiche sessuali secondarie anticipate).
  3. Forte desiderio di possedere le caratteristiche sessuali primarie e/o secondarie dell’altro genere.
  4. Forte desiderio di essere dell’altro genere (o di un genere alternativo diverso da quello assegnato).
  5. Forte desiderio di essere trattati come appartenenti all’altro genere (o a un genere alternativo diverso da quello assegnato).
  6. Forte convinzione di possedere sentimenti e reazioni tipiche dell’altro genere (o di un genere alternativo diverso da quello assegnato).

B. La condizione è associata a disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.

Specificare se:

  • Con disturbo dello sviluppo sessuale.
  • Post-transizione.

Manifestazioni cliniche e variabilità evolutiva

Le modalità con cui la disforia di genere si esprime cambiano in relazione all’età e alla fase di sviluppo.
Nell’infanzia prevalgono segnali comportamentali e simbolici; durante l’adolescenza emergono preoccupazioni legate ai cambiamenti puberali; nell’età adulta il disagio può concentrarsi maggiormente sul corpo, sul riconoscimento sociale e sulle relazioni intime.

È importante sottolineare che non esiste un’unica traiettoria evolutiva, e che la persistenza della disforia dall’infanzia all’età adulta non è un esito inevitabile.

Diagnosi differenziale

In ambito clinico è essenziale distinguere la disforia di genere da:

  • semplice non conformità ai ruoli di genere;
  • comportamenti di travestitismo non associati a sofferenza identitaria;
  • disturbo dismorfico corporeo;
  • condizioni psicotiche con tematiche di genere.

La diagnosi deve essere posta solo quando sono presenti disagio clinicamente significativo e compromissione funzionale.

Comorbilità e fattori di vulnerabilità

Le persone che giungono all’osservazione clinica per disforia di genere presentano frequentemente comorbilità psicopatologiche, in particolare:

Una quota rilevante della sofferenza è mediata da fattori ambientali, quali stigma, discriminazione e rifiuto sociale, piuttosto che dall’incongruenza di genere in sé.

Implicazioni cliniche

La valutazione della disforia di genere richiede competenze specifiche, attenzione alla storia evolutiva, al contesto familiare e culturale e una posizione clinica non ideologica.
L’obiettivo dell’intervento psicologico non è orientare l’identità della persona, ma ridurre la sofferenza e migliorare il funzionamento globale, nel rispetto dell’autodeterminazione


Fonte: DSM-V-TR (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentaliAmerican Psychiatric Association)


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