L’avvento di Internet è stata una vera rivoluzione e in pochi decenni internet è passato dall’essere una semplice risorsa a diventare una presenza costante nelle nostre vite. Lo usiamo per studiare, lavorare, comunicare, informarci e distrarci. Ma cosa succede quando il suo utilizzo diventa eccessivo e incontrollabile? Quando il mondo online comincia a prendere il sopravvento su quello reale? Questo è ciò che viene definito dipendenza da internet.
Cos’è la dipendenza da internet?
La dipendenza da internet o “Internet Addiction Disorder” (IAD), conosciuta anche come “uso patologico di internet” , è una forma di dipendenza comportamentale in cui l’utilizzo di internet diventa eccessivo, incontrollabile e prioritario rispetto alle attività della vita quotidiana. Non si tratta semplicemente di passare molto tempo online, ma di un comportamento compulsivo che porta la persona a collegarsi continuamente, anche quando questo genera conseguenze negative sul piano sociale, emotivo, accademico o lavorativo.
Caratteristiche principali della dipendenza da internet
- Perdita di controllo: difficoltà a limitare il tempo online nonostante la volontà di farlo
- Tolleranza: bisogno di passare sempre più tempo connessi per sentirsi soddisfatti
- Astinenza: ansia, irritabilità o malessere quando non si può utilizzare internet, il computer o lo smartphone
- Compromissione della vita quotidiana: studio, lavoro, emotività, qualità del sonno e relazioni sociali ne risentono.
- Uso compensativo: si utilizza internet per sfuggire a noia, tristezza, solitudine o stress.
È quindi un disturbo in cui la ricerca continua di stimoli digitali prende il posto del contatto reale, delle attività significative e delle relazioni autentiche. Internet smette di essere uno strumento utile e diventa qualcosa di cui non si può fare a meno.
Perché è così dannosa?
Innanzitutto, a causa della dipendenza da internet, studio, lavoro, hobby e rapporti sociali vengono trascurati perché si preferisce passare il tempo online, il che provoca anche un calo del rendimento, ritardi e assenteismo nella vita accademica o professionale. Porta a trascurare hobby e attività fisiche, perché la maggior parte del tempo viene dedicata all’utilizzo di internet, smartphone e computer.
Dal punto di vista relazionale può portare ad isolamento e ritiro sociale: l’unico modo di socializzare diventa attraverso lo schermo e vengono limitate sempre di più le interazioni faccia a faccia. Si crea così un circolo vizioso: più si sta online, meno si interagisce nel mondo reale, e più cresce il bisogno di evasione digitale per gestire le scomodità e il disagio che si prova nel mondo offline.
Dal punto di vista cognitivo, l’esposizione continua a una grande quantità di stimoli brevi e rapidi (notifiche, scroll, brevi video) abitua il cervello a passare continuamente da un’informazione all’altra. Questo può ridurre la capacità di mantenere un’attenzione prolungata su compiti complessi (come lo studio, il lavoro, la lettura…) e riduce la pazienza e la capacità di concentrazione.
Inoltre ogni notifica, “like”, messaggio o nuovo contenuto online, stimola nel cervello il rilascio di dopamina, ovvero il neurotrasmettitore della ricompensa. Questo crea una sensazione di piacere immediata e rinforza l’associazione: più controlliamo il telefono più proviamo piacere. Quindi il cervello associa quell’azione a una ricompensa ed è spinto a eseguirla ripetutamente; inoltre, con il tempo, il cervello inizia a cercare sempre più stimoli per ottenere lo stesso livello di gratificazione, un po’ come succede nelle dipendenze da sostanze.
L’uso eccessivo di smartphone e internet rafforza i circuiti della ricompensa e, allo stesso tempo, indebolisce quelli legati all’autocontrollo. In pratica: diventa sempre più difficile resistere alla tentazione di controllare il telefono e più facile ignorare compiti importanti.
Inoltre dal punto di vista psicologico, l’utilizzo continuo di internet, dello smartphone o del computer e dei social, può provocare un aumento dell’ansia, dello stress, dell’ iper-vigilanza e dell’ irritabilità e può generare un senso di vuoto e determinare un aumento della depressione.
Oltre a ciò, il continuo confronto con gli altri dovuto ai social, può provocare un senso di inadeguatezza e un abbassamento dell’autostima.
E per concludere, internet e i social rafforzano l’idea per cui il proprio valore e la propria identità sono definiti dagli altri: da quanti like ho, da quanti messaggi ricevo, dai commenti che ricevo, dal numero di follower.
Segnali e sintomi
La dipendenza da internet (IAD) non è ufficialmente inclusa nell’ICD-10 e nel DSM 5 , ma l’OMS la sta valutando di includerla usando criteri simili a quelli dell’Internet Gaming Disorder (IGD), che includono preoccupazione eccessiva, sintomi di astinenza (irritabilità, ansia), tolleranza (bisogno di più tempo online), tentativi falliti di limitare l’uso, perdita di interesse per altre attività, uso continuativo nonostante le conseguenze negative (lavoro, relazioni) e uso dell’online per fuggire da stati d’animo negativi.
Riconoscere la dipendenza da internet è fondamentale per intervenire precocemente.
Tra i segnali più comuni troviamo:
- Controllo compulsivo dello smartphone o del computer, anche in momenti inappropriati
- Navigazione online prolungata (diverse ore di fila), trascurando studio, lavoro o relazioni personali
- Irritabilità, ansia o depressione quando si tenta di limitare il tempo online
- Problemi fisici, come affaticamento visivo, mal di testa o posture scorrette
Cause e fattori di rischio
Le cause della dipendenza da internet sono molteplici e spesso interconnesse:
- Fattori individuali: bassa autostima, ansia sociale, bisogno di gratificazione immediata, impulsività e scarsa autoregolazione…
- Fattori sociali e ambientali: pressione dei pari, difficoltà relazionali, facilità di accesso alla tecnologia, tendenza al confronto, isolamento…
- Fattori neurobiologici: sensibilità elevata ai sistemi di ricompensa dopaminergici, predisposizione familiare a dipendenze o disturbi del controllo degli impulsi, rinforzo intermittente che sostiene il comportamento compulsivo…
Strategie di prevenzione e trattamento
Fortunatamente, la dipendenza da internet può essere contrastata con strategie efficaci:
- Gestione del tempo: stabilire limiti di tempo precisi e pianificare pause regolari
- Creare zone “digital free” (ad esempio: in camera da letto, durante i pasti, in momenti sociali…)
- Ridurre le notifiche: lasciare solo quelle realmente necessarie evita l’impulso continuo a controllare il telefono.
- Introdurre attività più sane con cui riempire il tempo: sport, lettura, socializzazione dal vivo, hobby creativi
- Stabilire obiettivi concreti e realistici (ad esempio: “30 minuti di social al giorno”, e non “non lo userò mai più”)
- Imparare tecniche di gestione delle emozioni e dello stress: Mindfulness, respirazione, journaling e terapia possono aiutare a tollerare il disagio senza rifugiarsi online, oltre a migliorare la consapevolezza del proprio comportamento
- Psicoterapia
- Gruppi di supporto e percorsi di riabilitazione
- Parent training o psicoeducazione per adolescenti e famiglie
Attenzione: non tutti i casi sono uguali!
Tuttavia, è necessaria una parentesi all’interno di questo discorso: è vero che in molti casi la dipendenza da internet è una patologia a sé stante e va affrontata come tale, ma non tutte le situazioni sono uguali.
Infatti, esistono casi in cui la dipendenza da internet potrebbe non essere il fulcro del problema. Questa patologia potrebbe mascherare un malessere o un disturbo più profondo, ed essere solo il mezzo attraverso cui la persona tenta di gestire tale disagio.
Ad esempio, la causa sottostante potrebbe essere una depressione maggiore, un disturbo di ansia sociale, un trauma importante, un disturbo di personalità o essere il sintomo di un ritiro psicotico. L’uso compulsivo di internet in questi casi può essere una strategia di coping, un modo di affrontare una sofferenza profonda e soverchiante, che funziona nel breve termine ma nel lungo può trasformarsi in una dipendenza.
Chiaramente questo metodo risulta disfunzionale, a tal punto che diventa una patologia a sua volta, ma potrebbe essere ciò che permette alla persona di sopravvivere e gestire il suo disagio più profondo, più grave.
È importante comprendere ciò perché in questo tipo di situazioni la chiave non è agire direttamente sulla dipendenza da internet, ma piuttosto andare alla base del problema e affrontarlo. Quindi, non sarà deprivando il soggetto di tutti gli smartphone e computer che verrà risolto il problema, anzi ciò potrebbe causare un danno maggiore. È necessario valutare la situazione specifica e capire se la problematica stia nella dipendenza da internet o si tratti di qualcosa di più radicato e profondo. E per fare ciò naturalmente è fondamentale rivolgersi a un esperto.
In conclusione, internet è uno strumento potente, capace di connetterci, informare e intrattenere. Tuttavia, quando l’uso diventa incontrollato, può trasformarsi in un nemico: una vera e propria dipendenza. La chiave sta nella consapevolezza, prendere coscienza della propria situazione e imparare a chiedere aiuto. L’obiettivo è quello di imparare a disconnettersi per potersi riconnettere con sé stessi, con gli altri e con la vita reale.
Bibliografia essenziale
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