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La demenza o deterioramento cognitivo cronico-progressivo: sintomi, cause, diagnosi e principali forme di demenza

    demenza o deterioramento cognitivo progressivo

    Che cos’è il deterioramento cognitivo cronico-progressivo

    Il deterioramento cognitivo cronico-progressivo rappresenta una condizione caratterizzata da una perdita graduale e progressiva delle funzioni mentali superiori. Tale processo determina un declino delle capacità cognitive che finisce per compromettere l’autonomia personale e le normali attività quotidiane.

    La caratteristica fondamentale di questa condizione consiste nel fatto che compare in individui che, fino a un determinato momento della vita, avevano sviluppato e mantenuto un funzionamento cognitivo nella norma. Si tratta quindi di un decadimento acquisito e progressivo, diverso dalle alterazioni cognitive presenti sin dall’età evolutiva.

    Le forme di ritardo cognitivo dello sviluppo, infatti, derivano generalmente da condizioni che intervengono durante la fase prenatale, perinatale o nei primi anni di vita, compromettendo il normale sviluppo delle funzioni intellettive.

    Differenza tra demenza e altre condizioni cliniche

    Nella pratica clinica è importante distinguere il deterioramento cognitivo da altre condizioni che possono presentare sintomi apparentemente simili.

    Uno degli esempi più frequenti riguarda lo stato confusionale acuto, definito anche delirium. A differenza della demenza, il delirium:

    • compare improvvisamente;
    • presenta un decorso generalmente temporaneo;
    • può risolversi completamente;
    • può evolvere verso condizioni più gravi come il coma.

    La demenza, invece, si caratterizza per una riduzione stabile e progressiva dell’efficienza cognitiva e coinvolge differenti aree del funzionamento mentale, tra cui:

    • memoria;
    • linguaggio;
    • capacità attentive;
    • funzioni esecutive;
    • comportamento;
    • regolazione emotiva;
    • capacità motorie.

    Possono inoltre comparire manifestazioni come apatia, riduzione dell’iniziativa personale e modificazioni della personalità.

    Modalità di esordio del decadimento cognitivo

    L’esordio della sintomatologia non è identico in tutti i pazienti. Dal punto di vista neuropsicologico vengono generalmente distinti due principali quadri clinici.

    Esordio strumentale

    Questa modalità iniziale si manifesta prevalentemente con:

    • deficit della memoria;
    • difficoltà linguistiche;
    • alterazioni della capacità di riconoscimento;
    • problemi nell’esecuzione di azioni precedentemente apprese.

    Tale quadro è frequentemente associato a compromissioni delle regioni temporo-parietali posteriori.

    Esordio disesecutivo

    In altre situazioni i primi sintomi riguardano:

    • riduzione dell’attenzione;
    • difficoltà nella pianificazione;
    • perdita dell’iniziativa;
    • deficit nella capacità di controllo del comportamento;
    • alterazioni dei processi decisionali.

    Questa forma tende a coinvolgere prevalentemente le aree prefrontali del cervello.

    Cause e fattori associati

    Le cause del deterioramento cognitivo possono essere numerose e comprendono sia condizioni neurologiche sia patologie sistemiche.

    Tra le principali troviamo:

    Cause neurologiche

    • malattie neurodegenerative;
    • traumi cranici;
    • encefaliti e altre infezioni del sistema nervoso;
    • malattie cerebrovascolari;
    • condizioni di ipossia cerebrale.

    Cause mediche sistemiche

    Anche disturbi non direttamente neurologici possono contribuire alla comparsa di sintomi cognitivi:

    • patologie endocrine;
    • malattie autoimmuni;
    • collagenopatie;
    • neoplasie.

    Alcune forme possono inoltre comparire in associazione a sindromi paraneoplastiche, con possibile miglioramento dopo il trattamento della patologia primaria.

    Farmaci e sostanze

    Tra i fattori potenzialmente implicati troviamo:

    • uso prolungato di alcuni farmaci;
    • abuso di alcol;
    • esposizione a sostanze tossiche;
    • intossicazione da monossido di carbonio.

    Demenze neurologiche e pseudodemenze

    Dal punto di vista clinico è importante distinguere le demenze organiche dalle cosiddette pseudodemenze.

    Le pseudodemenze possono comparire in presenza di:

    In tali situazioni il paziente può manifestare difficoltà cognitive significative che simulano una demenza, pur avendo meccanismi eziologici differenti.

    Epidemiologia

    L’età rappresenta uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo delle demenze.

    I dati epidemiologici mostrano un aumento progressivo della prevalenza con l’avanzare dell’età:

    • circa l’1% tra i 65 e i 70 anni;
    • incremento progressivo ogni cinque anni;
    • tra i soggetti oltre gli 85 anni le stime possono raggiungere percentuali comprese tra il 20% e il 50%.

    Anche l’incidenza aumenta sensibilmente negli anni successivi ai 70 anni.

    Come si arriva alla diagnosi

    La diagnosi del deterioramento cognitivo avviene attraverso un percorso articolato che richiede l’integrazione di differenti informazioni cliniche.

    Generalmente il processo si sviluppa in tre fasi.

    1. Anamnesi cognitivo-comportamentale

    Lo specialista raccoglie informazioni relative a:

    • memoria recente;
    • linguaggio;
    • capacità esecutive;
    • orientamento spaziale;
    • modificazioni comportamentali;
    • alterazioni dell’umore.

    Spesso il contributo dei familiari diventa fondamentale, poiché i cambiamenti iniziali possono essere graduali e difficili da riconoscere.

    2. Valutazione neuropsicologica

    Successivamente vengono somministrati strumenti standardizzati per misurare il funzionamento cognitivo.

    Tra quelli più utilizzati troviamo:

    • Mini Mental State Examination (MMSE);
    • Milan Overall Dementia Assessment (MODA).

    Tali strumenti consentono una valutazione generale ma presentano alcuni limiti, poiché risultano particolarmente sensibili alle caratteristiche della malattia di Alzheimer e meno efficaci nell’identificare altre forme di deterioramento.

    3. Diagnosi nosografica

    L’ultima fase riguarda l’identificazione della specifica causa medica sottostante.

    Classificazione nel DSM-5-TR del deterioramento cognitivo (ex demenza)

    Nel DSM-5 la definizione tradizionale di “demenza” è stata in larga parte sostituita dalla categoria dei Disturbi Neurocognitivi (Neurocognitive Disorders). Il termine demenza continua a essere utilizzato nella pratica clinica, soprattutto in ambito neurologico e geriatrico, ma la classificazione diagnostica è stata ampliata per includere differenti livelli di gravità e differenti eziologie.

    Disturbi Neurocognitivi secondo il DSM-5-TR

    Il DSM distingue due categorie principali:

    1. Disturbo Neurocognitivo Lieve (Mild Neurocognitive Disorder)

    È caratterizzato da:

    • modesta riduzione di una o più funzioni cognitive;
    • presenza di difficoltà documentabili tramite test neuropsicologici o osservazione clinica;
    • mantenimento sostanziale dell’autonomia personale;
    • possibilità di svolgere le normali attività quotidiane, pur con maggiore sforzo o strategie compensative.

    Questa categoria si avvicina concettualmente al quadro definito Mild Cognitive Impairment (MCI).

    2. Disturbo Neurocognitivo Maggiore (Major Neurocognitive Disorder)

    Corrisponde a ciò che tradizionalmente veniva definito demenza.

    I criteri comprendono:

    • significativo declino in uno o più domini cognitivi;
    • compromissione dell’autonomia personale;
    • interferenza con le attività quotidiane;
    • deficit non spiegabili da delirium o da altri disturbi mentali.

    Domini cognitivi valutati nel DSM-5

    La valutazione diagnostica prende in considerazione sei principali aree:

    1. attenzione complessa;
    2. funzioni esecutive;
    3. apprendimento e memoria;
    4. linguaggio;
    5. abilità percettivo-motorie;
    6. cognizione sociale.

    Sottotipi eziologici del Disturbo Neurocognitivo Maggiore o Lieve

    Il DSM-5 specifica inoltre la causa del disturbo:

    • Disturbo neurocognitivo con eziologia multipla
    • Disturbo neurocognitivo dovuto a malattia di Alzheimer
    • Disturbo neurocognitivo vascolare
    • Disturbo neurocognitivo a corpi di Lewy
    • Disturbo neurocognitivo frontotemporale
    • Disturbo neurocognitivo traumatico
    • Disturbo neurocognitivo associato a HIV/AIDS
    • Disturbo neurocognitivo indotto da sostanze o farmaci
    • Disturbo neurocognitivo associato a Parkinson’s Disease
    • Disturbo neurocognitivo associato a Huntington’s Disease
    • Disturbo neurocognitivo dovuto ad altra condizione medica

    Conclusioni

    Il deterioramento cognitivo cronico-progressivo rappresenta una condizione complessa che coinvolge non solo memoria e funzioni cognitive, ma anche aspetti emotivi, relazionali e comportamentali. Un riconoscimento precoce dei sintomi permette una migliore definizione diagnostica e l’attivazione tempestiva di interventi terapeutici, riabilitativi e di sostegno psicologico per il paziente e per la famiglia.


    Bibliografia

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    FAQ sulla Demenza (deterioramento cognitivo cronico-progressivo)

    Che cos’è il deterioramento cognitivo cronico-progressivo?

    Il deterioramento cognitivo cronico-progressivo è una condizione caratterizzata da una riduzione graduale delle funzioni cognitive come memoria, linguaggio, attenzione e capacità di ragionamento. Il peggioramento può interferire progressivamente con l’autonomia e con le normali attività della vita quotidiana.

    Il deterioramento cognitivo e la demenza sono la stessa cosa?

    Non sempre. Il deterioramento cognitivo può comprendere diverse condizioni con gravità variabile. La demenza rappresenta una forma più avanzata nella quale i deficit cognitivi diventano sufficientemente importanti da compromettere il funzionamento sociale, lavorativo e personale.

    Quali sono i primi sintomi della demenza?

    I sintomi iniziali possono comprendere difficoltà di memoria recente, problemi nel trovare le parole, disorientamento, riduzione dell’attenzione, difficoltà nella pianificazione delle attività e cambiamenti del comportamento o dell’umore.

    Quali sono le cause del deterioramento cognitivo?

    Le cause possono essere molteplici e includono malattie neurodegenerative, patologie vascolari, traumi cranici, infezioni del sistema nervoso, alterazioni endocrine, uso prolungato di alcuni farmaci, abuso di alcol e altre condizioni mediche.

    Qual è la differenza tra demenza e stato confusionale?

    La demenza presenta generalmente un decorso lento e progressivo, mentre lo stato confusionale o delirium compare improvvisamente, ha una durata limitata e spesso è associato a una causa medica acuta.

    La demenza colpisce solo gli anziani?

    L’età rappresenta uno dei principali fattori di rischio, ma alcune forme di demenza possono manifestarsi anche in età più giovane. In questi casi si parla di demenze a esordio precoce.

    Come viene diagnosticata la demenza?

    La diagnosi prevede una raccolta accurata della storia clinica, una valutazione neuropsicologica con test specifici, l’osservazione dei sintomi e, quando necessario, esami strumentali o neurologici per identificare le possibili cause.

    Quali test vengono utilizzati per valutare il decadimento cognitivo?

    Tra gli strumenti più utilizzati troviamo il Mini Mental State Examination (MMSE) e altre batterie neuropsicologiche che permettono di valutare memoria, linguaggio, attenzione, orientamento e funzioni esecutive.

    Il deterioramento cognitivo può essere prevenuto?

    Non tutte le forme possono essere prevenute, ma mantenere uno stile di vita sano, controllare i fattori di rischio cardiovascolare, svolgere attività fisica regolare, mantenere relazioni sociali attive e stimolare le funzioni cognitive può contribuire a ridurre il rischio.

    Esistono cure per la demenza?

    Attualmente molte forme di demenza non dispongono di una cura definitiva, ma trattamenti farmacologici, interventi riabilitativi e supporto psicologico possono rallentare la progressione dei sintomi e migliorare la qualità della vita del paziente e della famiglia.


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