Disturbi del movimento causati dai farmaci: cosa sono e come riconoscerli
Alcuni farmaci utilizzati in ambito psichiatrico e medico possono, in determinate condizioni, provocare alterazioni del movimento che non dipendono da una malattia neurologica preesistente, ma rappresentano un effetto collaterale del trattamento. Questi disturbi, definiti iatrogeni, possono generare forte preoccupazione nel paziente e, se non riconosciuti correttamente, portare a errori diagnostici o terapeutici.
Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) descrive diversi quadri clinici riconducibili a questa categoria, sottolineando l’importanza di una valutazione attenta del legame temporale tra farmaco e sintomi.

Cosa sono i disturbi del movimento indotti da farmaci
I disturbi del movimento indotti da farmaci sono condizioni caratterizzate dalla comparsa di movimenti anomali, rigidità o irrequietezza in seguito all’assunzione di specifiche sostanze farmacologiche. Possono manifestarsi:
- all’inizio della terapia
- dopo un aumento del dosaggio
- in seguito a trattamenti prolungati
- più raramente, dopo la sospensione del farmaco
Questi disturbi non indicano necessariamente un danno permanente, ma richiedono sempre una valutazione clinica tempestiva.
Farmaci più spesso coinvolti
Tra i farmaci maggiormente associati a disturbi del movimento troviamo:
- antipsicotici (sia di vecchia che di nuova generazione)
- farmaci antiemetici con azione sul sistema dopaminergico
- alcuni stabilizzatori dell’umore
- specifiche classi di antidepressivi
Il rischio varia in base a dose, durata del trattamento, sensibilità individuale e presenza di fattori di vulnerabilità.
Parkinsonismo indotto da farmaci
Come si manifesta
Il parkinsonismo indotto da farmaci si presenta con sintomi simili a quelli della malattia di Parkinson, come lentezza nei movimenti, rigidità muscolare e talvolta tremore. A differenza della forma neurologica, questa condizione:
- insorge in modo relativamente rapido
- tende a essere simmetrica
- non mostra un decorso progressivo
Quando sospettarlo
- comparsa dei sintomi dopo l’inizio o la modifica della terapia
- assenza di una storia neurologica precedente
- miglioramento dopo la sospensione o la modifica del farmaco
Distonia acuta
Che cos’è
La distonia acuta è una reazione improvvisa caratterizzata da contrazioni muscolari intense e involontarie, spesso dolorose. Può coinvolgere il collo, il volto, gli occhi o il tronco e avere un esordio anche molto rapido.
Aspetti clinici rilevanti
- può comparire anche dopo poche somministrazioni
- genera forte allarme nel paziente
- è generalmente reversibile se trattata precocemente
Acatisia
Segni e sintomi
L’acatisia è caratterizzata da una profonda irrequietezza interna, accompagnata dall’incapacità di restare fermi. Chi ne soffre riferisce spesso una sensazione di tensione continua, con bisogno costante di muoversi.
Perché è importante riconoscerla
Questo disturbo viene frequentemente confuso con:
- ansia intensa
- agitazione psicomotoria
- peggioramento del disturbo psichico di base
Un errore diagnostico può portare a un aumento inappropriato della terapia farmacologica, peggiorando la situazione.
Discinesia tardiva
Di cosa si tratta
La discinesia tardiva è una condizione che può insorgere dopo lunghi periodi di trattamento con farmaci che agiscono sul sistema dopaminergico. Si manifesta con movimenti involontari, spesso a carico del volto e della bocca, ma talvolta anche degli arti.
Caratteristiche principali
- esordio graduale
- possibile persistenza nel tempo
- impatto significativo sulla qualità della vita e sull’immagine di sé
La prevenzione e il monitoraggio regolare sono fondamentali.
Sindrome Neurolettica Maligna
Un’emergenza medica
La sindrome neurolettica maligna è una reazione rara ma grave, che richiede intervento immediato. È caratterizzata da rigidità muscolare intensa, febbre elevata e alterazioni dello stato di coscienza.
In presenza di questi sintomi è indispensabile rivolgersi subito a strutture sanitarie specialistiche.
Altri effetti collaterali di rilievo
Oltre ai disturbi del movimento, alcuni farmaci possono causare:
- sedazione eccessiva
- confusione mentale
- rallentamento delle funzioni cognitive
- variazioni dell’umore
Anche questi effetti meritano attenzione clinica, soprattutto se persistenti.
Quando rivolgersi a uno specialista
È consigliabile chiedere una valutazione professionale quando:
- compaiono movimenti involontari o rigidità improvvisa
- si avverte una forte irrequietezza non abituale
- i sintomi interferiscono con la vita quotidiana
- vi sono dubbi sugli effetti della terapia in corso
Un intervento tempestivo consente spesso di risolvere il problema senza interrompere inutilmente il trattamento.
Le definizioni diagnostiche complete di questi disturbi sono descritte nel DSM-5 dell’American Psychiatric Association