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Drunkoressia: un comportamento emergente tra disturbi alimentari e abuso di alcol

    drunkoressia

    Che cos’è la drunkoressia?

    Il termine drunkoressia descrive un modello di comportamento rischioso che combina restrizione alimentare e consumo eccessivo di alcol, spesso finalizzato a mantenere il controllo del peso corporeo. Sebbene non sia formalmente inserita nei principali manuali diagnostici come il DSM-5-TR, la drunkoressia è riconosciuta come una combinazione pericolosa di pratiche disfunzionali, osservata in particolare tra adolescenti e giovani adulti.

    Chi manifesta questo comportamento tende a saltare i pasti o ridurre drasticamente l’assunzione calorica durante la giornata, per poi consumare alcolici in abbondanza in contesti sociali, spesso con lo scopo di limitare l’aumento di peso. Tale dinamica espone a numerosi rischi fisici e psicologici e può evolvere verso forme cliniche più strutturate.

    Inquadramento clinico e categorizzazione diagnostica

    Anche se la drunkoressia non rappresenta ancora una diagnosi autonoma, i comportamenti osservabili si collocano all’intersezione tra più categorie cliniche, tra cui:

    • Disturbi dell’alimentazione (come anoressia e bulimia nervosa)
    • Disturbi correlati all’uso di alcol
    • Quadri ansiosi o compulsivi, legati al controllo dell’immagine corporea

    Dal punto di vista clinico, è utile considerare la drunkoressia come un fenomeno transdiagnostico, in cui coesistono sintomi legati al corpo e all’assunzione di sostanze, alimentati da una base emotiva spesso fragile.

    Profili comportamentali tipici

    I principali tratti osservati includono:

    • Digiuno o limitazione alimentare per “compensare” l’assunzione calorica prevista dall’alcol
    • Abuso di bevande alcoliche, soprattutto in contesti festivi o di socializzazione
    • Comportamenti di controllo e compenso, come esercizio fisico eccessivo, vomito autoindotto o uso di lassativi
    • Motivazioni estetiche o sociali, legate al desiderio di apparire magri e attraenti

    Tali condotte sono spesso rafforzate da ambienti universitari o contesti giovanili, dove il consumo di alcol è considerato parte integrante delle dinamiche di gruppo.

    Chi è più a rischio?

    Le ricerche indicano una maggiore incidenza tra:

    • Giovani donne, soprattutto tra i 16 e i 25 anni
    • Studenti universitari, in particolare in ambienti in cui è comune il binge drinking
    • Individui con bassa autostima o immagine corporea distorta
    • Persone esposte a forti pressioni sociali e culturali sull’aspetto fisico

    Sebbene il fenomeno sia stato inizialmente studiato in Paesi anglosassoni, anche in Italia cresce l’attenzione clinica verso comportamenti di questo tipo.

    Conseguenze sul piano fisico e psicologico

    Le ripercussioni della drunkoressia possono essere serie e multiple:

    Effetti biologici

    • Squilibri elettrolitici e disidratazione
    • Carenze nutrizionali significative
    • Aumento della tossicità dell’alcol in assenza di cibo
    • Danni epatici e gastrici

    Conseguenze mentali

    • Aggravamento di ansia e depressione
    • Difficoltà nella regolazione emotiva
    • Aumento del rischio di sviluppare dipendenze
    • Compromissione cognitiva, soprattutto nei più giovani

    Impatti sociali

    • Difficoltà relazionali
    • Rendimento scolastico o lavorativo compromesso
    • Isolamento o inserimento in gruppi disfunzionali

    Diagnosi differenziale

    La drunkoressia può condividere sintomi con altre condizioni psicopatologiche, ma se ne distingue per la centralità dell’alcol come sostituto o compensazione calorica. Tra le diagnosi da tenere in considerazione nella valutazione clinica:

    • Anoressia nervosa (in forma restrittiva)
    • Bulimia con condotte di eliminazione
    • Disturbo da uso di alcol
    • Disturbo borderline o ossessivo-compulsivo, se presenti impulsività o rigidità cognitive

    Strategie di intervento

    Approccio integrato

    L’intervento più efficace per trattare la drunkoressia si basa su un modello multidisciplinare, che comprenda:

    • Psicoterapia individuale (in particolare CBT-E o DBT)
    • Intervento nutrizionale, per ristabilire un rapporto sano con il cibo
    • Supporto medico e farmacologico, se vi sono comorbidità psichiatriche
    • Psicoeducazione rivolta al paziente e alla famiglia

    Prevenzione

    • Educazione scolastica su alcol e immagine corporea
    • Programmi universitari di promozione della salute
    • Interventi nei social media per contrastare la body shaming culture

    Considerazioni conclusive

    La drunkoressia è un segnale di disagio multifattoriale, che richiede attenzione clinica e interventi specifici. Nonostante la sua natura ancora “non ufficiale”, rappresenta una realtà concreta nei setting psicologici e psichiatrici. È essenziale che i professionisti siano formati per riconoscere precocemente i segnali di rischio, al fine di offrire risposte terapeutiche adeguate.


    Domande frequenti sulla drunkoressia

    1) Cos’è la drunkoressia?

    La drunkoressia è un termine usato in modo divulgativo per descrivere un comportamento in cui una persona riduce il cibo, salta i pasti o mette in atto strategie compensatorie per “risparmiare calorie” da destinare al consumo di alcol. Non si tratta di una diagnosi ufficiale, ma di una condotta a rischio che intreccia alimentazione disfunzionale e uso problematico di bevande alcoliche.

    2) La drunkoressia è un disturbo alimentare riconosciuto?

    No, la drunkoressia non è una diagnosi clinica autonoma formalmente riconosciuta nei principali manuali diagnostici. È però un fenomeno di grande interesse clinico perché può combinare caratteristiche dei disturbi del comportamento alimentare con comportamenti problematici legati all’alcol.

    3) Quali sono i sintomi o i segnali della drunkoressia?

    I segnali possono includere digiuno prima di bere, restrizione calorica nei giorni in cui si prevede di consumare alcol, esercizio fisico eccessivo per compensare le calorie introdotte, forte preoccupazione per peso e immagine corporea, episodi di abbuffata alcolica e sensazione di perdita di controllo sia sul cibo sia sull’alcol.

    4) Perché una persona salta i pasti prima di bere alcol?

    In alcuni casi la persona salta i pasti per evitare di assumere troppe calorie, per sentirsi meno in colpa dopo aver bevuto o per aumentare più rapidamente gli effetti dell’alcol. Questo comportamento può sembrare “strategico”, ma espone a rischi fisici e psicologici rilevanti.

    5) La drunkoressia è collegata ai disturbi del comportamento alimentare?

    Sì, la drunkoressia può essere collegata a dinamiche tipiche dei disturbi del comportamento alimentare, come restrizione, ossessione per le calorie, vergogna corporea, bisogno di controllo e comportamenti compensatori. In alcuni casi può comparire insieme ad anoressia, bulimia o binge eating.

    6) La drunkoressia può essere legata all’abuso di alcol?

    Sì, la drunkoressia può associarsi a consumo rischioso di alcol, binge drinking e perdita di controllo. La combinazione tra digiuno e alcol aumenta la vulnerabilità fisica e può favorire un rapporto ancora più disfunzionale con il bere.

    7) Quali sono i rischi fisici della drunkoressia?

    I rischi possono includere ipoglicemia, malnutrizione, debolezza, disidratazione, alterazioni metaboliche, maggiore intossicazione alcolica, svenimenti, difficoltà cognitive e aumento della probabilità di comportamenti impulsivi o pericolosi. La mancanza di cibo rende infatti l’organismo più vulnerabile agli effetti dell’alcol.

    8) La drunkoressia può avere conseguenze psicologiche?

    Sì, può associarsi a vergogna, ansia, senso di colpa, bassa autostima, ossessione per il corpo, disregolazione emotiva e forte ambivalenza tra bisogno di controllo e perdita di controllo. In alcuni casi aumenta anche il rischio di isolamento e sofferenza psicologica persistente.

    9) Chi è più a rischio di drunkoressia?

    Il fenomeno viene descritto più spesso tra adolescenti, giovani adulti e studenti universitari, soprattutto in contesti in cui pesano molto l’immagine corporea, la pressione sociale, il binge drinking e il bisogno di sentirsi accettati dal gruppo. Tuttavia può comparire anche in altre fasce di età.

    10) La drunkoressia è la stessa cosa della bulimia?

    No, non coincide con la bulimia nervosa, anche se può condividere alcuni aspetti come condotte compensatorie, perdita di controllo e forte preoccupazione per il peso. La particolarità della drunkoressia è il legame diretto tra restrizione alimentare e consumo di alcol.

    11) Come si riconosce la drunkoressia?

    Si può sospettare quando una persona salta regolarmente i pasti per bere, parla ossessivamente delle calorie dell’alcol, alterna restrizione e consumo alcolico, oppure usa esercizio fisico o altre strategie per compensare ciò che beve. Anche la segretezza e la vergogna sono segnali da non sottovalutare.

    12) La drunkoressia si può curare?

    Sì, questi comportamenti possono essere affrontati con un intervento clinico adeguato. La presa in carico può aiutare a lavorare sia sul rapporto con il cibo sia su quello con l’alcol, riducendo il rischio di complicazioni e migliorando il benessere psicologico e fisico.

    13) Quali trattamenti sono utili per la drunkoressia?

    I trattamenti possono includere psicoterapia, supporto nutrizionale, valutazione medica e, quando necessario, interventi specifici per il consumo problematico di alcol. Spesso è utile un approccio integrato che tenga insieme aspetti alimentari, emotivi, corporei e relazionali.

    14) La psicoterapia può aiutare nella drunkoressia?

    Sì, la psicoterapia può aiutare a comprendere il significato del controllo sul cibo e sull’alcol, lavorare su immagine corporea, autostima, regolazione emotiva e pressioni sociali, e costruire strategie più sane per affrontare disagio, ansia e bisogno di appartenenza.

    15) Quando è importante rivolgersi a uno psicologo o a uno specialista?

    È importante chiedere aiuto quando una persona salta i pasti per bere, perde il controllo con l’alcol, vive forte ossessione per calorie e corpo, oppure manifesta segni di sofferenza fisica o psicologica. Un intervento tempestivo può prevenire l’aggravarsi del quadro e favorire una presa in carico più efficace.


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